Associazione Culturale Il Sentiero di Luce
Associazione Culturale Il Sentiero di Luce

Spunti di riflessione

LE CREDENZE

Pubblicato il 12 Agosto 2015

 

Ogni credenza è una forma-pensiero formatasi in base ad una personale esperienza o a qualcosa che abbiamo sentito dire, magari che ci siamo sentiti ripetere per anni da genitori, insegnanti, medici, ecc.

 

Ci sono delle credenze “popolari” alle quali aderiscono moltissime persone come, ad esempio: se stai in mezzo alla corrente ti prendi il raffreddore, se non fai tre pasti al giorno stai male, se non mangi carne non produci i globuli rossi, ecc.

Per quanto riguarda questo tipo di credenze è importante rendersi conto che queste sono collegate alla paura che qualcosa di sgradevole possa accaderci se agiremo contrariamente ad esse.

 

Poi ci sono le credenze “personali”, quelle che ci siamo creati dopo aver fatto certe esperienze. Queste sono dei veri e propri blocchi.

E’ importante prendere coscienza delle nostre credenze e convinzioni perché fintanto che restano inconsce saranno loro a guidare la nostra vita, non noi. Infatti, quando crediamo a qualcosa, questa cosa accade.

 

Per scoprire cosa impedisce ai nostri desideri di realizzarsi poniamoci questa domanda: “se succedesse (descriviamo il desiderio) cosa potrebbe accadermi di sgradevole?”  Scaviamo in profondità e rispondiamoci sinceramente. Ecco, questa credenza/paura può bloccare il nostro sogno.

 

Siamo noi, con le nostre credenze, a creare le circostanze della nostra vita, perché ci crediamo.  Questo è il grande potere della nostra mente.

 

Come fare per liberarsi di una credenza che ci blocca? Averla identificata ed accettata è già un enorme passo avanti. Infatti, se non vediamo o rigettiamo un problema non possiamo certo risolverlo.

 

Siamo qui per lavorare su noi stessi: accettiamo il fatto che nel passato abbiamo creduto che fosse così, non giudichiamoci, la vita è un processo di trasformazione. Molto probabilmente in passato abbiamo creduto a quella forma-pensiero per evitare una sofferenza ma ora siamo pronti ad andare oltre.

 

L’osservazione senza giudizio e la consapevolezza fanno sì che la credenza si dissolva, se veramente lo vogliamo.

 

I “mostri” non sono piu’ così “mostri” quando abbiamo il coraggio di guardarli in faccia ed affrontarli.

 

IL MONACO GUERRIERO: DISCIPLINA E LIBERTA’

Pubblicato il 9 Agosto 2015

Innanzi tutto, chi è il monaco guerriero?

La figura del monaco guerriero non ha niente a che fare con la religione e risale alla notte dei tempi.

E’ un monaco perché è una persona che passa del tempo in solitudine per guardarsi dentro ed è un guerriero perché combatte qualcosa dentro di sé, perché affronta con spirito guerriero le parti di sé che sono da guarire.

La maggior parte delle persone crede di essere libera (e di volersi bene) perché mangia ciò che vuole, perché esprime tutto ciò che pensa (e spesso esprime giudizi chiamandoli opinioni), perché decide quale film vedere, quali persone frequentare, quali vestiti indossare, con chi fare sesso….in nome del “ognuno fa quello che vuole”, in nome del piacere a tutti i costi.

Il monaco guerriero, invece, ha capito che quella è schiavitù.

Schiavitù rispetto al proprio corpo fisico (non riusciamo a trattenerci davanti ad un vasetto di Nutella, non riusciamo a trattenere la fame nervosa, non vogliamo uscire dalla nostra zona di confort, vogliamo solo restare seduti sul divano), al proprio corpo emozionale (basta una piccola frase detta da qualcuno per farci uscire istantaneamente dai gangheri, vogliamo avere sempre l’ultima parola), al proprio corpo mentale (non riusciamo a fermare l’affollamento di pensieri inutili e dolorosi, giudichiamo e non vediamo la realtà).

Solo quando riusciamo a disciplinare questi tre corpi, attraverso un duro lavoro su noi stessi, possiamo dire di essere liberi.

Il monaco guerriero ha capito che la disciplina è libertà.

 

TRE DOMANDE PER UN PERCORSO SPIRITUALE CONSAPEVOLE

Pubblicato il 9 Agosto 2015

Chi si cela dietro la maschera della mia personalità esteriore?

Vi è un potere capace di controllare le forze che mi fa muovere come una marionetta, sospinto da passioni e impulsi interni, nonché da condizionamenti esterni?

Vi è un potere metafisico che alimenta la mia energia vitale o psichica, ora deviata da un modo unilaterale di pensare e vedere le cose?

Queste sono tre domande che dobbiamo porci se vogliamo iniziare un percorso di crescita spirituale consapevole.

 

LAVORO SU DI SE’ E MANCANZA DI TEMPO

Pubblicato il 15 Marzo 2015

Molte persone si giustificano del fatto di non fare il Lavoro su di sé (o percorso spirituale) adducendo la mancanza di tempo.

Queste persone, ovviamente, non sanno cos’è il Lavoro su di sé.

Osservarsi, cambiare, essere presenti nel “qui e ora”, non si deve certo farlo solo dalle 9 alle 10 ma durante tutte le 24 ore della giornata.

Leggere un libro sui chakra, fare meditazione, fare un trattamento di Reiki o una lezione di yoga non significa certo essere spirituali, né fare qualcosa per la propria anima.

Ad esempio, rimanere nel “qui e ora” può essere semplice per 5 minuti quando si è da soli in una stanza ma provate a farlo per tutta la giornata mentre siete in ufficio con il capo che vi strapazza, mentre litigate con il vostro partner, mentre vi trovate nel traffico o mentre i bambini urlano. Questa è la vera prova!

E’ quindi ovvio che tutti hanno il tempo per lavorare su di sé, chi non lo fa è solo perché non vuole farlo.

 

ALIMENTAZIONE E LAVORO SU DI SE’

Pubblicato il 15 Marzo 2015

Quando siamo su un cammino spirituale, quando stiamo crescendo come Anime, ad un certo punto non possiamo piu’ evitare di vedere che migliaia di animali soffrono e vengono uccisi solo ed esclusivamente per soddisfare il nostro palato.

Ormai sappiamo tutti che si vive benissimo (anzi meglio, perché la salute ci guadagna) senza mangiare cibi di origine animale, quindi perché farlo? 
Per egoismo, perché non ci va di rinunciare alle cose che ci piacciono, anche se questo vuol dire che altri esseri viventi devono patire grandi sofferenze ed essere uccisi barbaramente per noi.

Se il nostro cuore si è allargato, se abbiamo iniziato ad aiutare gli altri, se vogliamo la pace e vivere in un mondo migliore non possiamo piu’ permettere questo scempio.

Inoltre, viene tralasciato il fatto (per nulla marginale) che nella carne di questi animali viene riversata tutta la loro sofferenza e i medicinali che gli vengono somministrati per farli vivere poche settimane in condizioni pietose. 
Tutto questo viene passato nel nostro corpo quando li mangiamo.

E cosa credete che possa fare nel nostro corpo tutta questa negatività? 
Ci abbasserà le energie talmente tanto che non saremo piu’ capaci di percorrere il nostro Sentiero, che non prenderemo le decisioni giuste, che saremo deboli, che non avremo voglia di cambiare, che non avremo la forza di volontà di percorrere la nostra Via.

Diventare vegani non è difficile bisogna solo decidere di farlo e poi cambiare la nostra cultura sul cibo. 
Il vegano non necessariamente mangia tofu e seitan, basta guardare le centinaia di ricette vegan, gustosissime, che ci sono in Internet e scoprirete un nuovo mondo.

Ad esempio: lo sapete che la frittata si può fare sostituendo le uova con la farina di ceci? E che il grano saraceno ha un alto valore proteico, pari a quello della carne? Informatevi e liberatevi dei “falsi miti”.

Coraggio quindi, fate qualcosa di bello ed importante per voi stessi. 
Vi sentirete meglio fisicamente, piu’ forti psicologicamente ed emotivamente e farete un grande salto di qualità spiritualmente perché questo è un grande segno di Amore per voi, per tutti gli esseri viventi e per la Terra.

 

LA LUCE E LE "FORZE OPPONENTI"

Pubblicato il 15 Marzo 2015

 

Estratto dalla nuova dispensa del corso "Consapevolezza e Tera-Mai Reiki 1":

Avviso importante: spesso, quando decidiamo di intraprendere un cammino spirituale, quando decidiamo di fare qualsiasi azione che possa portare Luce nel mondo, immediatamente si attivano delle “forze opponenti” che cercano di impedircelo.

Queste forze hanno uno scopo ben preciso ed è quello di farci “guadagnare” questa Luce attraverso lo sforzo. Dobbiamo guadagnarci il nostro percorso spirituale, niente ci verrà regalato.

Dobbiamo sempre stare attenti alle “forze opponenti” che si infilano nelle nostre menti e fanno in modo che noi ci dimentichiamo di ciò che dobbiamo fare per portare la Luce sulla Terra (la nostra missione di vita) o ci creano problemi vari, o ci distraggono con mille motivazioni o ci fanno dubitare delle persone che ci aiutano ad andare verso la Luce.

Dobbiamo restare svegli e sempre vigili perché se ci addormentiamo (se non abbiamo la presenza e lucidità mentale per vedere quello che stanno facendo) possiamo uscire dal nostro Sentiero.

Quando intraprendiamo qualcosa, quando facciamo anche la piu’ piccola azione, chiediamoci sempre: questo serve alla mia missione di vita?

Questa semplice domanda ci ricollega al nostro Sentiero e ci permette di non perderci.

 

IL NOSTRO TEMPO

Pubblicato il 12 Novembre 2014

 

Quando veniamo al mondo ci viene dato un certo limite di tempo da vivere.

Durante questo periodo abbiamo un lavoro da fare, un lavoro a livello di Anima.

Non siamo venuti sulla Terra per mangiare, bere e fare sesso (guardare la TV, giocare ai videogiochi, fare shopping, andare a ballare, ecc.) come affermano in molti. 

Siamo venuti sulla Terra per conoscere noi stessi, per imparare ad essere altruisti, per diventare un po’ piu’ saggi e per portare a termine la missione di vita che il Cielo ci ha affidato al momento della nostra nascita. 

Invece di “passare il tempo”, sprecandolo in attività pressochè inutili, cerchiamo di usare il libero arbitrio per scegliere di trascorrere il nostro tempo in modo piu’ costruttivo, facendo qualcosa di piu’ appagante per la nostra Anima. Perché il tempo passa.

L’essere umano ha la capacità di riconoscere, tra tutti i suoi desideri, quali sono quelli che lo collegano alla sua missione di vita, al suo master plan.

Noi viviamo in un mondo fisico ed è naturale avere anche desideri fisici ma non dobbiamo lasciarci dominare da loro, non dobbiamo lasciare che i desideri fisici ci allontanino dalla nostra missione. 

La persona spirituale sa quando è il momento di fare un passo indietro e dedicarsi a cose piu’ importanti.

Chi pensa di non sapere qual è la sua missione è perché “si è perso” nel mondo materiale, perché ognuno di noi, dentro di sé, sa bene cosa è venuto qui a fare.

 

IL FRUTTO

Pubblicato il 28 Settembre 2014

 

C’è un processo nella vita che si può paragonare ad un frutto.

Quando un frutto è pienamente maturo allora è dolce ma se lo mangiamo prima del tempo è molto amaro.

 

Viviamo momenti “amari” nella vita quando non mettiamo abbastanza energia nelle cose in cui ci sentiamo bloccati, quando cerchiamo di scappare dalle situazioni difficili invece di affrontarle, quando non vogliamo guardarci dentro ed affrontare il cambiamento.

 

Ma non vediamo che proprio questo momento “amaro” ci porterà alla dolcezza.

 

Un processo difficile non è una maledizione, è solo un momento in cui dobbiamo lavorare duro su noi stessi ed è qualcosa che ci farà raggiungere la dolcezza quando sarà completato.

 

 

GUERRA E PACE

Pubblicato il 6 Settembre 2014 

 

Sembra che il genere umano non possa fare a meno di scatenare guerre.

Se ci guardiamo intorno ci sono guerre ovunque: Medio Oriente, Africa, Ukraina, Libia, Egitto…..

 

Quali sono le “motivazioni” che scatenano una guerra?

Separazione, invidia, gelosia, ego, mancanza di confronto, abuso di potere, avidità, vendetta, tradimento, giudizio, lamentela, inganno, ecc.

 

E chi di noi non prova, o non ha mai provato, almeno uno di questi stati d’animo?

Quando siamo gelosi di qualcuno, quando proviamo invidia, quando vogliamo vendetta o siamo stati traditi, potenzialmente possiamo scatenare una guerra.

 

Non sarà una guerra con migliaia di morti ma ci saranno almeno dei feriti: noi e la persona, o le persone, per cui proviamo questi sentimenti e che saranno oggetto delle nostre azioni.

 

Quindi quante migliaia (o milioni) di piccole guerre ci sono nel mondo?

Noi non vogliamo le guerre che ci sono “là fuori”, ci indigniamo per la morte di migliaia di persone, per la distruzione di paesi e città, per la sofferenza, per la fame….ma giustifichiamo la “piccola” guerra che abbiamo scatenato noi con le nostre emozioni e sentimenti negativi (e, a volte, anche con azioni negative).

 

Il mondo “là fuori” non è altro che lo specchio di ciò che abbiamo dentro.

Finchè non smetteremo di combattere le nostre “piccole” guerre nessuna guerra là fuori cesserà.

 

Cosa possiamo fare quindi per avere la pace?

 

Principalmente due cose:

  1. La prima cosa è il perdono. Il perdono è “l’arma” piu’ potente che abbiamo per portare la pace nelle nostre vite. Perdonare è un atto di coraggio. Quando perdoniamo non lo facciamo per assolvere l’altra persona, né dobbiamo aspettarci qualcosa in cambio. Il perdono è un atto d’amore verso sé stessi: perdoniamo per far sì che l’ombra che offusca il nostro cuore se ne vada, così da poter andare avanti nella nostra vita con serenità.
  2. Dobbiamo cercare una forza spirituale superiore e collegarci ad essa.

Inoltre, non dimentichiamoci che con Internet, Facebook, Twitter, ecc. siamo in grado di influenzare molto velocemente tante persone: stiamo quindi attenti a portare pace e non guerra in tutte le nostre relazioni e contatti, solo così ci sarà pace nel mondo intero.

 

Prendiamoci questa responsabilità.